Assemblea presso il Palazzo della Cultura

Gli attivisti del Movimento 5 Stelle Messina appoggiano e sostengono con forza l’occupazione, lo sciopero della fame e la raccolta firme che Renato Accorinti sta portando avanti in questi giorni presso il Palazzo della Cultura. Un’iniziativa ricca di passione civile e senso di partecipazione e appartenenza, sentimenti che da sempre animano l’agire del nostro movimento.

Le foto dell’Archivio Storico pubblicate in questi giorni, che mostrano libri e documenti antichi e rari lasciati ad ammuffire da anni in un cantinato, hanno suscitato amarezza e indignazione nella cittadinanza tutta. Inoltre, la destinazione dei locali del Palazzo della Cultura a uffici che nulla hanno a che vedere con attività culturali non può che confermare quanto l’intera classe politica cittadina sia lontana dall’idea che la cultura, l’arte e la storia possano rappresentare una ricchezza e una fonte di sostentamento, lavoro e futuro per la nostra città, idea che il Movimento 5 Stelle Messina ha sostenuto fortemente in questi anni con le proprie battaglie.

Vogliamo dunque rivolgere un appello alla cittadinanza intera in tutte le sue componenti ma soprattutto vogliamo rivolgerci al mondo universitario e accademico della nostra città, non solo nella sua dimensione studentesca ma anche e soprattutto nella componente docente. Chi, infatti, se non il mondo universitario messinese dovrebbe essere vicino alla battaglia di Renato? Chi, se non gli studenti, il cui futuro troppo spesso è stato messo da parte da decisioni poco lungimiranti se non addirittura criminali, dovrebbero scendere in prima linea a sostenere anche solo con la loro presenza questa lotta? Da troppo tempo sentiamo ripetere in ogni sede dai soliti personaggi che la città non ha futuro e che i giovani sono costretti ad emigrare per trovare lavori precari e a volte schiavizzanti altrove. Cosa, se non la cultura, l’arte, la storia possono dare a questi giovani la possibilità di un futuro qui e ora?  Ora quegli stessi giovani hanno la possibilità di far sentire la loro presenza e la loro forza.

Ma, soprattutto, dov’è la classe culturale messinese? Dove sono i docenti delle noste facoltà e dei nostri corsi di laurea? Cosa fanno per sostenere quella che dovrebbe essere la passione della loro vita ovvero la trasmissione del sapere? A nostro parere se non sono accanto a Renato in questa battaglia farebbero meglio a lasciar perdere.

Vi invitiamo dunque fortemente a partecipare all’assemblea che si svolgerà oggi 29 Dicembre alle ore 18.00 presso il Palazzo della Cultura. Programmiamo insieme future iniziative ma, soprattutto, incontriamoci, discutiamo, confrontiamoci sul futuro di Messina. Non deleghiamo! Partecipiamo!

facebooktwitter

Il caso “Ex Magazzini Generali” e la nostra posizione

Gli attivisti del MoVimento 5 stelle Messina rendono noto di aver inviato al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, a tutti gli assessori comunali, al soprintendente di Messina, Salvatore Scuto una lettera con la richiesta di chiarimenti riguardo alla destinazione d’uso per le aree degli “Ex Magazzini Generali” e degli “Ex Silos Granai” ad attività commerciali e/o direzionali e residenziali.

Il testo della lettera è il seguente:

L’attuale crisi che sta, di fatto, mettendo in ginocchio la popolazione mondiale non risparmia, come sappiamo, gli enti statali ed i comuni. Tale situazione diventa preoccupante quando detti comuni sono quelli che nella storia degli ultimi venti anni non hanno mai spiccato per la gloriosa gestione dei loro bilanci e l’interesse con il quale si sono adoperati allo sviluppo economico, culturale ed al benessere della propria popolazione. Speculazione, cattiva gestione, disinteresse verso il bene comune ed unico coinvolgimento per le questioni di arricchimento politico sono stati i vessilli dietro i quali è stata, ed è oggi, gestita la città di Messina. Proprio come speculazione ai dL’attuale crisi che sta, di fatto, mettendo in ginocchio la popolazione mondiale non risparmia, come sappiamo, gli enti statali ed i comuni. Tale situazione diventa preoccupante quando detti comuni sono quelli che nella storia degli ultimi venti anni non hanno mai spiccato per la gloriosa gestione dei loro bilanci e l’interesse con il quale si sono adoperati allo sviluppo economico, culturale ed al benessere della propria popolazione. Speculazione, cattiva gestione, disinteresse verso il bene comune ed unico coinvolgimento per le questioni di arricchimento politico sono stati i vessilli dietro i quali è stata, ed è oggi, gestita la città di Messina. Proprio come speculazione ai danni della disinformata popolazione appare, infatti, la vendita degli “Ex Magazzini Generali” e degli “Ex Silos Granai” che occupano una vasto spazio in disuso dell’area portuale cittadina, punto strategico e di collegamento tra il centro storico, quello economico e la zona falcata di Messina, tutti luoghi di primaria importanza per lo sviluppo economico del territorio locale. Successivamente ad una forzatura legale, interdetta anche dagli Organi Statali competenti, il Consiglio Comunale di Messina dopo aver mutato la destinazione d’uso dell’immobile in questione, ha proposto la vendita della stesso rendendo attuabile la sua futura demolizione e la successiva edificazione di un palazzo di otto piani.
Considerando quanto sancito dal comma 1, lettera a, dell’art. 142 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, “Sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo Titolo […] i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare”; inoltre, con l’art. 15 della l.r. 78/1976, entrata in vigore il 16/06/1976, sono state introdotte nell’ordinamento regionale, in ragione di una competenza esclusiva in materia, specifiche disposizioni a tutela delle coste siciliane ed in particolare una sentenza del TAR siciliano recita: “Ai sensi dell’art. 15 citato, per quanto qui rileva, si prevede infatti che, ai fini della formazione degli strumenti urbanistici generali comunali, le costruzioni debbano arretrarsi di 150 metri dalla battigia: entro tale fascia sono consentite solo opere e impianti destinati alla diretta fruizione del mare, nonché la ristrutturazione degli edifici esistenti senza l’alterazione dei volumi già realizzati)”. Pare palese che la scelta dell’edificazione dell’ennesimo ed inutile complesso residenziale che recherebbe un beneficio a pochissimi abitanti e un’entrata praticamente nulla alle casse comunali, rappresenta l’ennesima e chiara opera di governo, nella città di Messina, degli imprenditori edili che, col tacito assenso dell’Amministrazione Comunale e dei Tecnici del Comune, si arrogano il diritto di interpretare e modificare autonomamente delle normative che impongono specifici e determinati vincoli per la salvaguardia del territorio proprio in una delle aree più pregevoli della città la cui unica destinazione non può che essere quella che arreca un reale beneficio a più cittadini possibile ed ai turisti, unica fonte di sviluppo economico pensabile in questo territorio. Tale vendita, che appare dunque come l’ennesima beffa ai danni dei cittadini e del buon nome della stessa città, potrebbe avere un risvolto positivo se l’Amministrazione Comunale prendesse seriamente in considerazione la proposta avanzata dalla Camera di Commercio che prevedeva la costruzione, sull’area in questione, di un terminal croceristico, progetto che porterebbe notevoli benefici alla città e ad i suoi cittadini, facendo diventare tale spazio una grande vetrina per il turismo, il commercio e l’artigianato della città e che porterebbe alla creazione di numerosi posti di lavoro in un territorio in cui è presente la più alta percentuale di disoccupazione di tutto il Paese. Operazione strategica ed a lungo termine per un guadagno certo e perpetuo considerata la grandissima quantità di turisti (circa 500.000 l’anno) che approdano al porto di Messina, turisti disorientati e abbandonati a se stessi data la mancanza di qualsiasi mezzo di informazione che li possa guidare alla scoperta delle bellezze di questa terra e che, pertanto, preferiscono dirottare il proprio interesse su altre città siciliane competitive nel settore turistico. Aggiungiamo che per la realizzazione del terminal croceristico sarebbe auspicabile una collaborazione tra enti con la possibilità di un concorso pubblico internazionale che prenda in esame anche le aree limitrofe per associare l’opera a una figura di elevato valore tecnico e per una maggiore trasparenza dell’operazione.
Similmente il Comune potrebbe dare in gestione a privati la cura, la valorizzazione e la comunicazione di altri importantissimi monumenti presenti sul territorio comunale e lasciati in stato di incuria e totale abbandono; una simile strategia permetterebbe la creazione di ulteriori posti di lavoro per i cittadini, non indifferenti entrate per le sempre vuote casse comunali che si rimpinguerebbero a costo zero e la crescita di competitività a livello turistico e culturale per la città che deve necessariamente operare delle scelte di promozione in questo campo soprattutto in vista della possibile attuazione del federalismo fiscale. Senza queste scelte mirate e strategiche non avremo davvero possibilità per uno sviluppo economico che ci garantisca, domani, il sostentamento e la garanzia di quanto è necessario per il vivere civile dei cittadini. In vista di quanto annunciato chiediamo alle illustri Istituzioni chiamate in causa in questa missiva di operare secondo i proprio ruoli e le rispettive competenze affinché l’area degli “Ex Magazzini Generali” del Comune di Messina, non diventi testimonianza del mal governo di una pessima amministrazione comunale rea della superficialità con la quale sembra affidare la gestione del territorio ai soliti imprenditori edili senza scrupoli ma punto di partenza per una nuova gestione economica dalla quale tutti i cittadini possano trarre beneficio. Chiediamo, inoltre, una verifica della Magistratura sulla liceità dell’operazione in essere e sulla conformità alle normative vigenti del “Piano di Gestione del Territorio” del Comune di Messina e sulla legittimità dei cambi di tipologia del Pgt delle aree comunali fino ad ora effettuati.
per conoscenza questo documento è stato inviato anche: al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Luciano Ornaghi, al Ministro dello Sport e del Turismo, Piero Gnudi al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini, all’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana della Regione Siciliana, Sebastiano Missineo, all’ Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana, Sebastiano Di Betta, all’ Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, Daniele Tranchida al Procuratore Capo della Procura di Messina, Franco Antonio Cassata, all’ingegnere capo del Genio Civile, Gaetano Sciacca, alla Provincia di Messina, Nanni Ricevuto a tutti gli assessori provinciali, al Prefetto di Messina, Francesco Alecci ed al comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale sezione di Siracusa, Maresciallo Maurizio Cassia.

facebooktwitter

DI(S)MISSIONI

Riflessioni ed Appunti  dal consiglio comunale del 16/11/2011:

Non c’e altra economia a Messina se non quella alimentata dalla speculazione edilizia. Mentre nel porto ci sono due navi da crociera e in giro per la città ci sono turisti come cani smarriti che non sanno dove andare, noi continuiamo a basare la nostra economia sui palazzoni. Non è concepibile che lavoratori di una impresa che niente ha a che vedere con l’edilizia siano costretti a basare il loro futuro e quello dei loro figli sulla speculazione. A Messina abbiamo solo imprenditori con i soldi degli altri. Imprenditori che non hanno idea di come innovare, portare avanti le loro aziende, che parlano di rischio e vogliono invece solo garantite le loro rendite. Non ci sono strumenti adatti a impedire a questi mercenari di fare ciò che vogliono. Dove sono i sindacati? Quel è la posizione della CGIL in merito? Dov’è il PD, assente ingiustificato come sempre?.

Il consigliere Saglimbeni dichiara di votare la delibera nonostante già immagini che l’imprenditore non abbia alcuna intenzione di preoccuparsi del futuro dei suoi lavoratori ma sia interessato solo all’operazione immobiliare. Come dire: siamo dei pupi di pezza e ce ne vantiamo. Trischitta dice che l’unico obbiettivo doveva essere quello di mantenere la fabbrica dov’è per ragioni storiche ed economiche. Precisa inoltre che se non si fosse presa la decisione di chiudere la Molini Gazzi per questioni sempre riconducibili a speculazione edilizia non si sarebbe creato un precedente che ha poi portato ad una sentenza del TAR e a questa situazione.

Questa classe politica nelle persone dei singoli consiglieri comunali non è in grado di svolgere il proprio compito. Sarebbe facile dichiarare che la mancanza di decisione è dovuta a interessi personali ma in realtà traspare più che altro una complessiva incapacità, inettitudine. Al di la delle indicazioni di dirigenti di partito o di poteri forti extra-consiliari traspare che ogni testa è un tribunale e di solito non particolarmente brillante.

facebooktwitter

Presidio Consiglio Comunale 11/11/11

Questa mattina alcuni attivisti del Movimento Cinque Stelle Messina erano presenti, come già lunedì 7 Novembre, alla seduta aperta e straordinaria del Consiglio Comunale nel cui ordine del giorno era prevista la discussione e il voto sulle questioni riguardanti le opere propedeutiche e funzionali alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Purtroppo, anche in questa occasione, si è dovuto constatare come il Consiglio Comunale si rifiuti di prendere posizione e pronunciarsi su un punto così importante e delicato per la nostra città. Se infatti, in un primo momento, si è avuta la possibilità di approvare ad unanimità il documento presentato dal consigliere Gaetano Gennaro con il quale il Consiglio Comunale ha espresso solidarietà alla popolazione genovese colpita dall’alluvione, al momento della votazione relativa all’atto integrativo dell’accordo di programma per la realizzazione del ponte, in aula risultavano presenti solo 15 consiglieri, numero insufficiente a portare a termine i lavori come previsto.

Insieme ai ragazzi della Rete No Ponte, che hanno preparato ed esibito uno striscione, abbiamo gridato il nostro “Vergogna!” contro questa classe politica che rifiuta di assumersi le proprie responsabilità proprio nei momenti fondamentali. Dobbiamo però confidare di esserci resi conto immediatamente come quel “Vergogna!” andasse gridato non solo verso i consiglieri ancora presenti in aula ma anche e soprattutto verso coloro che non si sono presentati alla seduta di oggi o, peggio ancora, che l’hanno abbandonata (ed erano ancora presenti fuori come ci è stato successivamente confermato) poco prima della seconda votazione. In particolare, il nostro “Vergogna!” va (ed è già andato) al nostro sindaco Giuseppe Buzzanca che, assente in aula durante il Consiglio Comunale – come del resto era stato anche lunedì, ha avuto la sfortuna di uscire dall’ingresso principale di palazzo
Zanca e salire in auto proprio mentre gli attivisti della Rete No Ponte, cacciati fuori dall’aula conciliare dopo le proteste, si raccoglievano lì per continuare a manifestare. Ma soprattutto, e sottolineiamo soprattutto, il nostro “Vergogna!” va ai consiglieri del PD che non erano oggi presenti in aula e al loro partito che con il proprio comportamento grave ed ambiguo contribuisce a tirare per le lunghe una decisione che evidentemente non si vuole prendere. Proprio lunedì scorso, durante la prima seduta aperta e straordinaria su questo tema, Francantonio Genovese si era profuso in intervento sul quale ci eravamo meravigliati di poter concordare nella quasi totalità. Cosa è successo successivamente? Quali sono le motivazioni che il partito può addurre per giustificare l’assenza dei propri consiglieri?

Proprio noi che domani ci ritroveremo in piazza insieme al PD per protestare e chiedere conto del doppio incarico al sindaco Buzzanca, pretendiamo delle risposte. Il Movimento Cinque Stelle Messina, infatti, non si abbasserà mai a logiche nelle quali non crede e che condanna fermamente, terrà sempre la testa alta e avrà sempre il coraggio di chiedere spiegazioni, fare domande, denunciare e mettere in evidenza tutto ciò che è necessario dire e che altri non dicono.

Gli attivisti del MoVimento 5 Stelle Messina
Grilli dello Stretto

facebooktwitter

Franco Antonio Cassata e Barcellona

E’ accettabile che in una società civile un Procuratore Generale della corte d’appello indagato per concorso esterno in associazione mafiosa resti al suo posto nell’indifferenza quasi totale della collettività cittadina? Serve trasparenza, e per questo è ora che la provincia “babba” si svegli. Dobbiamo indignarci, smetterla di essere indifferenti, richiedere giustizia da chi della giustizia dovrebbe essere garante. Solo attraverso l’indignazione e la pretesa da parte di molti potrà rinascere la società civile, con la consapevolezza che stiamo toccando il fondo dell’essere uomini civili e cooperanti nell’interesse di molti piuttosto che di pochi.
Franco Antonio Cassata notoriamente membro della Corda Frartes “circolo culturale” del barcellonese, appare come un uomo dalle mille sfaccettature, il suo ruolo e la sua posizione collidono con presunti favoreggiamenti ad esponenti della malavita barcellonese che noti personaggi del panorama politico hanno sollevato negli anni scorsi (da Sonia Alfano ad Antonio Di Pietro). Tale circolo vantava di soci come Giuseppe Gullotti (mandante dell’omicidio Alfano) e Rosario Cattafi al quale sono stati sequestrati beni immobili per un valore di diversi milioni di euro. In un clima simile possono non preoccuparsi i cittadini onesti?
Apprendiamo dai giornali che circa un mese fa il ROS di RC su mandato del procuratore capo Giuseppe Pignatone, ha perquisito la procura generale di Messina e sequestrando alcuni atti, nell’ambito di un’ indagine su alcuni magistrati peloritani per concorso esterno in associazione mafiosa tra i quali sembra risulti anche il Procuratore Generale. Apprendiamo sempre da un articolo della Gazzetta del Sud datato dicembre 2010 che Barcellona è stata recentemente luogo di un summit tra esponenti di primo piano di mafia, ‘ndrangheta e camorra. Al centro ci sarebbe una ripresa della strategia stragista avente nel mirino alcuni magistrati impegnati nella lotta alle mafie tra i quali il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone. È possibile che una Procura non sappia nulla di tutto ciò che avviene nel proprio territorio? È forse un caso?
Si giunge quindi ad un punto importante per tutta la Provincia di Messina. È opportuno e indispensabile che la Giustizia faccia il suo corso, affinché si inizi a distinguere il bene dal male, senza omertà e senza paura. Noi mostriamo la nostra preoccupazione e profonda indignazione in merito a questi fatti e ci chiediamo, e lo chiediamo anche a tutti i cittadini messinesi, se sono ammissibili certi fatti e certe vicende in una società che si reputa evoluta, civile e giusta, tanto da portare la pace in mezzo mondo con i propri militari.

Movimento Cinque Stelle Messina

facebooktwitter